IL DIVORZIO NON E’ L’UNICA CHANCE

Inizialmente l'abbiamo presa con ottimismo (“è una buona occasione per riavvicinarsi ai famigliari…”), poi alcuni hanno iniziato ad ironizzare con qualche battutina nervosa (“Chissà quanto lavoreranno gli avvocati divorzisti”) , ma poi la convivenza forzata dovuta alle limitazioni date dal Covid-19 ha iniziato ad accendere serie preoccupazioni (“non sono abituato ad averlo in casa tutto il giorno…”); di base rimane il fatto che questo cambiamento, anche se temporaneo, ci mette a confronto con le nostre radicatissime abitudini quotidiane di avere tanti spazi personali, momenti privati, “boccate d’aria” e di novità, tanto tempo fuori casa. Tempo che forse prima sentivamo eccessivo, che ci faceva rimpiangere un po' il calore del focolare domestico, ma del quale l’attuale privazione, non essendo una nostra libera scelta, ci disorienta fortemente.

E ci spaventiamo. Alcuni di noi temono di non essere all’interno di un sistema relazionale abbastanza forte da reggere l’impatto della convivenza forzata. Questo momento critico, che ci colpisce in tanti aspetti della nostra identità ci fa sentire a volte parte di una solidale collettività, altre volte soli e piccoli piccoli.

Dobbiamo però ricordarci una cosa: che per quanto inaspettato e spaventoso possa sembrare, è un altro passaggio critico della nostra esistenza, come ne abbiamo già vissuti (ricordiamoci che tutti quanti nel nostro ciclo di vita incontriamo eventi critici normativi ed eventi critici inattesi- https://psicologiaevita.it/la-famiglia-nella-prospettiva-del-ciclo-di-vita/ ), e come tale, farà si che i nostri sistemi relazionali, tra i quali anche la coppia, facciano emergere risorse latenti per affrontarlo, risorse nascoste che non pensavamo di avere, ma pronte ad attivarsi al bisogno. Non dobbiamo mai credere di non averle, quando sembra non ci siano, vanno solo cercate meglio.

Dopo qualche giorno dall’inizio di questa quarantena, ci troviamo quindi a dividere gli spazi tutto il santo giorno, e ci siamo pestati i piedi, abbiamo vicendevolmente violato spazi privati, ci siamo sentiti invasi dalla telefonata di lavoro dell’altro proprio di fianco al nostro orecchio, e adesso sentiamo forte il bisogno di riorganizzarci, perché in ogni caso non abbiamo vie di fuga: la quarantena sposta in là nel tempo anche le separazioni, quindi tanto vale rimboccarci le maniche e darsi da fare. Qualche piccolo suggerimento:

  • L’essere umano è molto adattabile, e si abitua anche a spazi stretti: cerchiamo individualmente, nel nostro spazio vitale, uno spazio privato che ci consenta di rilassarci e rigenerarci un po'. Possono essere: la lettura, la pratica di un hobby come il giardinaggio, un momento di riposo, una telefonata o videochiamata con amici, cucinare, dipingere… ma anche semplicemente stare in silenzio. INDISPENSABILE E’ RISPETTARE LO SPAZIO DELL’ALTRO, PER CHIEDERGLI POI DI FARE LO STESSO.

  • Se siamo a casa in SMARTWORKING, individuiamo in casa nostra una stanza o un angolo in cui possiamo lavorare indisturbati e, a nostra volta, non limitare ulteriormente lo spazio vitale degli altri: il tavolo della sala è molto allettante per la sua grandezza, ma solitamente troppo centrale per non creare disagio ai famigliari.

  • DIVIDERSI I COMPITI, ED ESSERE ELASTICI NEL RIVEDERE QUESTA SUDDIVISIONE AL MUTARE DELLA SITUAZIONE. Ad esempio, se l’accudimento dei figli, nella situazione precedente di normalità, era prevalentemente a carico di uno dei due genitori, questa nuova condizione può rappresentare un’occasione di bilanciare mansioni e competenze. E’ il momento di dare fondo a tutta la nostra elasticità mentale.

  • RICORDIAMOCI CHE NON ESISTONO COPPIE PERFETTE O FAMIGLIE PERFETTE, E CHE I “MOMENTI DI TRANSIZIONE DELLA CRISI” NON SONO MAI NE’ FACILI NE’ INDOLORI: è necessario percepire un po' di fatica o sofferenza per andare verso un nuovo e migliore equilibrio. Potrebbero esserci attriti precedenti rispetto a differenti visioni ad esempio della gestione economica, gestione della casa, gestione dei figli: DIAMO SPAZIO IL PIU’ POSSIBILE ALLE NOSTRE CAPACITA’ COMUNICATIVE, e se non ci sentiamo in grado di affrontare queste discussioni, perché già troppo nervosi o irritati, rinviamole.

  • Nei momenti di tranquillità e di desiderio di stare assieme, possiamo anche concederci di PROGETTARE E FANTASTICARE: la quarantena prima o poi finirà, e potremo riprendere a lavorare, viaggiare, costruire, e direzionare le nostre energie verso il raggiungimento di obiettivi comuni.

Laddove la convivenza forzata risultasse eccessivamente faticosa o frustrante e sentissimo di aver bisogno di un aiuto esterno per superare la crisi, ricordiamoci che sono diversi i servizi di consulenza disponibili online. Tante volte, chiedere un supporto aiuta a trovare le risorse necessarie al cambiamento.