“Lo spazio bianco” di Francesca Comencini (2009)

“Il fatto è che non so se mia figlia sta nascendo o sta morendo,

 non ho capito bene…”

Maria

 

“Lo spazio Bianco” è un film del 2009 di Francesca Comencini, che abbiamo scelto per inaugurare le recensioni film che usciranno mensilmente sulla pagina di Associazione Bandolo, in quanto tratta un tema che tocca ogni persona nel suo ciclo di vita, e che sempre più, nel ritmo frenetico e scandito da impegni che riempiono la giornata, pare difficoltoso da gestire: L’attesa.

Tra le diverse definizioni che troviamo online, l’attesa implica una tensione, un tendere verso qualcosa a cui si aspira ma che non si possiede; ne “Lo spazio bianco” Maria (Margherita Buy), insegnante di una scuola media serale e incinta al sesto mese di gravidanza, viene interrotta nella sua attesa dal parto prematuro e tempestivo, a cui segue un’ulteriore attesa: quella in Terapia Intensiva Neonatale, dove la piccola Irene dovrà permanere per i seguenti 3 mesi, necessari al suo sviluppo completo e quindi alla sopravvivenza. Cosi Maria si trova proiettata dall’attesa legata alla gravidanza ad uno spazio sospeso, circondata da altre mamme che, come lei, vivono ogni giorno come se potesse essere il primo o l’ultimo dei loro bambini, circondate da monitor, segnali acustici, onde luminose, e quei piccoli corpi che lottano per la sopravvivenza dentro un’incubatrice trasparente. Maria attende ma non sa attendere, si rende conto che il tempo dell’attesa diventa difficile, angosciante ed insostenibile, avverte il contatto con la sua solitudine (poche volte fa riferimento al padre della bambina, con cui ha avuto una breve ma appassionata storia e che è sparito di scena dai primi tempi della gravidanza) e con la frustrazione di non poter fare altro che essere quanto più vicina possibile alla sua piccola. Maria è angosciata e spaventata, diffidente rispetto alle proposte innovative di alcuni dottori del reparto,  e questa condizione di passività sfocia in rabbia il giorno in cui Irene rischia la vita con un peggioramento che viene prontamente assistito dai medici, che però non sanno dire a Maria se e che tipo di conseguenze lascerà. Allora Maria capisce che, per non rimanere imprigionata nello spazio bianco dell’attesa, deve permettere al mondo di irrompere nella sua vita, e che l’unico modo che ha per aiutare Irene è tornare a vivere, “ingannando” l’attesa con l’attività lavorativa, nuovi legami, pensieri diversi, per rigenerare sé stessa ed allo stesso tempo supportare la sua bambina.

Metaforica, verso la fine del film, la sequenza in cui un allievo di Maria, durante l’esame di stato, le chiede un suggerimento per andare avanti nel tema, poiché ha tante cose da scrivere ma non sa come collegarle con ciò che ha già scritto, e la professoressa le suggerisce di mettere uno spazio bianco, poi ricominciare a scrivere ciò che vuole. L’allievo stupito chiede se si può, e Maria, come se ne fosse sorpresa lei stessa, gli risponde: “Eh, certo che si può”. La frase risulta poetica, come se in quel momento Maria realizzasse che è possibile continuare, nonostante l’interruzione traumatica che rende necessaria la sospensione, ed è possibile riprendere il filo della vita.

E’ un film che lascia in apnea, alternando la tensione e la commozione con momenti di ordinaria quotidianità. Non occorre essere genitori e tantomeno avere avuto un’esperienza simile a quella di Maria per empatizzare con la protagonista. La sospensione del tempo rispetto ad una notizia che avrà un grande impatto sulla nostra vita è esperienza di molti, di tutti; ed in un mondo che si spinge verso l’illusione del controllo di ogni movimento dell’altro, l’incertezza di Maria rispetto alla vita della sua piccola ci colpisce nel profondo, nel nudo delle nostre fragilità. Maria non sa. E noi non sappiamo, assieme a lei, ed assieme a lei, aspettiamo.

 

  • Genere:Drammatico
  • Regia: FRANCESCA COMENCINI
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Produzione:FANDANGO in collaborazione con RAI CINEMA
  • Data di uscita al cinema: 2009
  • Durata:98 minuti
  • Attori:MARGHERITA BUY, GAETANO BRUNO , GIOVANNI LUDENO, ANTONIA TRUPPO , GUIDO CAPRINO , SALVATORE CANTALUPO, MARIA PAJATO
  • Tratto da libro “Lo spazio bianco” di Valeria Parrella (Einaudi, 2008)